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Approfondimento Corso IBITA livello base - Concetto Bobath

Introduzione al concetto Bobath

Il concetto Bobath fu concepito negli anni '50 da Berta Bobath, una fisioterapista, negli anni in cui il trattamento convenzionale post ictus consisteva in un approccio "compensatorio", focalizzato interamente nel rinforzo della parte "illesa" per ottenere l'indipendenza funzionale.

Berta Bobath riconobbe la potenzialità di recupero del lato affetto del paziente, nonostante la mancanza a quell'epoca di evidenze riguardo la neuroplasticità.

All’epoca non c’era l’idea di neuro plasticità: la lesione era fissa ed immutabile e la riabilitazione era basata sul potenziamento di quello che rimaneva, mentre si cercava di togliere “il fastidio” dato dalla parte più danneggiata. Gli aspetti pioneristici del concetto si trovavano nella potenzialità del recupero dopo una lesione anche per l'emilato che era stato fino ad allora considerato a potenzialità zero.

Berta Bobath fu innovativa per questi aspetti:

  • il corpo iniziò ad essere considerato nella sua globalità e non per singoli distretti: le neuroscienze oggi confermano che la qualità del movimento dell’Arto Superiore dipende dall’Arto Inferiore e viceversa (vedi il ruolo posturale della mano), pertanto se trascuriamo un distretto, rallentiamo il recupero dell’altro;
  • il tono poteva essere modulato dalla posizione e dal movimento prossimale degli arti;
  • riscontrò una stretta correlazione tra movimento selettivo e controllo posturale.

Berta Bobath fondò nel 1984 la International Bobath Instructors Training Association (IBITA), associazione che ha facilitatato l'evoluzione del concetto Bobath negli ultimi due decenni.

Ad oggi autori di articoli pubblicati su riviste scientifiche concordano sul fatto che il concetto Bobath non sia più basato sulla teoria dei riflessi arcaici, o che veda ancora il recupero motorio come inibizione dell'attività riflessa e della spasticità, ma abbia una cornice filosofica fondata sul ragionamento clinico che è basato sulle conoscenze attuali delle neuroscienze e della biomeccanica.

Infatti il concetto Bobath è ora descritto come un concetto individualizzato e problem-solving, che consiste in un approccio multisistemico sul controllo motorio, con particolare enfasi sull'analisi del movimento e del recupero motorio dalla prospettiva di integrazione di controllo posturale, task performance e contributo di input sensoriali.

Postura e movimento si integrano per l'esecuzione di un compito funzionale, attraverso pattern di movimento e non attraverso movimenti isolati. Il corpo è visto come una catena multicinetica in cui movimento e postura sono inseparabili.

Un aspetto chiave dell'applicazione clinica del concetto Bobath sin dalla sua nascita è la manipolazione selettiva di informazioni sensoriali, chiamata facilitazione, usata per influenzare positivamente il controllo motorio e la percezione in persone affette da lesione del sistema nervoso.

C'è consenso in letteratura che il concetto Bobath consideri la facilitazione, che include non solo l'abilità manuale ma anche la modificazione dell'ambiente, un aspetto chiave della pratica clinica.

La facilitazione è usata per dare informazioni sensoriali e per far sperimentare al paziente movimenti che non può ancora eseguire da solo. L'intento è di favorire l'utilizzo di soluzioni motorie che ottimizzino la qualità e l'efficienza del movimento limitando l'uso di compensi.

Obiettivo finale è quello di ottimizzare l'attività e partecipazione e di conseguenza migliorare la qualità di vita del paziente. Il focus sulla qualità del movimento e sull'abilità di coordinare i movimenti mantenendo un appropriato background posturale è un aspetto fondamentale del concetto Bobath oggi.

Il concetto Bobath è un concetto dinamico in continua evoluzione, in quanto correlato allo stato attuale delle conoscenze neuroscientifiche.

Docenti

Alba Magri

foto Alba Magri corso Bobath

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